Storia del caffè

Il lungo percorso del caffè: dalla pianta alla tazzina

Ordinare e poi gustare una tazzina di caffè al bar è un gesto molto semplice, e spesso lo facciamo, come molte altre cose durante la giornata, in modo meccanico: non immaginiamo o non ci figuriamo, in quel momento, tutto il processo che ha portato dei semplici chicchi di caffè verde, provenienti da terre lontane, a diventare un’ottima tazzulella e cafè tra le nostre mani.

Oltre all’impegno e al lavoro che compiono le torrefazioni, che cercano di selezionare e ottenere le migliori miscele, vi è tutto l’aspetto che riguarda la crescita e la coltivazione delle piante che “nasconde” vite, segreti e peculiarità che spesso quasi nessuno conosce o immagina.

Esiste un mondo dietro una tazzina di caffè nel quale si vanno a intrecciare professionalità, sensazioni, speranze, passione, fatiche e desideri.

Attibassi e la distribuzione di caffè per bar

Di questo mondo sommerso legato al caffè e fatto di tanti processi, sia naturali sia regolati dall’uomo, Attibassi è profondo conoscitore. Il brand bolognese del caffè di alta qualità sceglie, analizza, processa e infine esporta il proprio caffè fatto appositamente per i bar: anni di esperienza e miscele uniche a livello qualitativo, rendono Attibassi il compagno ideale per arricchire la “carta dei caffè” del proprio locale e per donare ai propri clienti una coffee experience unica. La distribuzione di caffè nei bar è solo l’ultimo di una serie di passaggi che i grani di caffè Attibassi devono compiere durante tutto il loro viaggio da terre lontane e ricche di storia.

I passaggi di questo lungo percorso sono tanti e per ognuno di questi è fondamentale che vi siano rigorosi controlli per assicurare un caffè di livello elevato e con Attibassi questi non vengono mai a mancare. I venditori di caffè e coloro che lo commercializzano nei propri locali, dovrebbero conoscere a fondo tutte le fasi di produzione del caffè, per offrire ai propri clienti non solo un mero prodotto, ma una vera e propria esperienza.

Vediamo qui in breve i vari step: si parte dalla scelta e selezione dei tipi di caffè, alla coltivazione e raccolta dei chicchi di caffè; si prosegue con l’estrazione del seme e una seconda e importante selezione su questi ultimi, si finisce con il confezionamento e il trasporto, con conseguente distribuzione nei bar, che permette, agli avventori degli stessi, di sorseggiare una gustosa tazzina di caffè targata Attibassi.

Tipi di caffè

Di piante di caffè ve ne sono di molte specie, ma a contraddistinguere il gusto concorre non solo il tipo di pianta, ma anche elementi tra cui la regione di provenienza, i metodi di lavorazione, tostatura e confezionamento.

Coffea è il nome della pianta del caffè: un arbusto sempreverde diffuso nelle regioni tropicali che può arrivare a toccare i dieci metri di altezza. Il frutto della pianta si chiama drupa, una specie di ciliegia di colore rosso, il cui seme è quello che comunemente conosciamo come chicco di caffè.

Le specie più diffuse e, ormai, più consumate e amate sono l’Arabica e la Robusta: le stesse due linee di produzione di Attibassi. La prima costituisce il 75% di tutta la produzione mondiale di caffè e si contraddistingue per un gusto rotondo che assume toni al cioccolato. Dimostra poca resistenza a caldo e umidità al contrario della Robusta, che risulta resistente al clima caldo e ai parassiti. Quest’ultima, diffusa nei bassopiani tropicali, produce un caffè dal sapore più amaro e astringente.

Coltivazione e raccolta

La semina o la coltivazione tramite talea permette la propagazione del caffè. I suoi frutti, le drupe che contengono i chicchi, vengono prodotti solo dopo quattro anni dalla nascita della pianta. Dopo i primi frutti, le piante di caffè iniziano a produrli in continuazione in base all’andamento delle piogge: in seguito al verificarsi di acquazzoni, in genere, nascono nuovi fiori che dopo circa 7-9 mesi portano ad avere nuove drupe mature.

Le piogge influenzano in maniera importante la crescita e la raccolta delle drupe, tant’è che i metodi di raccolta cambiano in base alla quantità di acquazzoni delle stagioni: si va dal picking, rigorosamente eseguito a mano con un’attenta e faticosa selezione delle ciliegie, allo stripping metodo che contempla l’utilizzo di un ramo per poter raccogliere più velocemente i frutti e in quantità decisamente maggiori per volta.

Estrazione del seme

Con l’estrazione del seme si va a separare quello che è il chicco di caffè (di colore verde) dalla drupa. Anche questa fase produce differenti tipologie di caffè a seconda della metodologia di estrazione che a sua volta dipende dal metodo di raccolta fatto in precedenza. Da qui si può ottenere un tipo di caffè chiamato lavato oppure naturale: tra questi il primo si distingue per una colorazione più intensa e una qualità migliore.

Selezione

Terminata l’estrazione si passa alla selezione sui singoli chicchi di caffè verde, che può avvenire meccanicamente o manualmente. Sono tante le variabili in gioco: il paese di produzione, la specie botanica e il metodo di lavorazione sono solo alcuni degli aspetti che vengono presi in considerazione.  Va menzionata la selezione che avviene in base al numero di difetti e impurità riscontrate, che permette l’ottenimento di un caffè di qualità come quello di Attibassi, poi distribuito nei bar di tutto il mondo.

Confezionamento e trasporto

Confezionamento e trasporto sono caratterizzati da doppi controlli tra andata e approdo: il viaggio attraverso il mare deve influire il meno possibile sulle caratteristiche originali dei chicchi. Una volta arrivato nelle terre di destinazione il caffè è pronto per essere nuovamente esaminato e confezionato a seconda delle destinazioni d’uso.