Confezionamento e trasporto

La catena della produzione del caffè, dopo la rigorosa selezione dei chicchi, ancora non è finita.

Nelle terre di produzione manca un ultimo, fondamentale step che vede il confezionamento dei chicchi verdi e il successivo trasporto, attraverso navi e container, verso i paesi di commercializzazione. Per quel che riguarda Attibassi, i sacchi di caffè avranno come luogo di destinazione la torrefazione di Co.ind, a Castelmaggiore (BO), per seguire un altro lungo e scrupoloso iter che avrà, tra i vari passaggi, la tostatura dei chicchi e la creazione delle miscele, quelle per le quali Attibassi è famosa.

Dopo il confezionamento finale, con le miscele già pronte in tutte le varianti, i fornitori  e rivenditori di caffè per bar si mettono in azione per vendere i prodotti dell’azienda a tutti quei locali interessati a offrire ai propri clienti l’eccellenza del caffè italiano.

L’importanza del confezionamento del caffè nei magazzini

Sebbene sia solito pensare che la bontà del caffè risieda solo nella tipicità di ciascuna specie o nelle tecniche di estrazione e selezione del seme, è bene ricordare che la fase che riguarda il confezionamento e il trasporto verso i paesi di commercializzazione assume un’importanza fondamentale: infatti già nella prima fase di immagazzinamento i chicchi, se non correttamente conservati, possono assorbire troppa umidità con risvolti negativi su qualità e gusto del caffè.

Il tasso di umidità degli ambienti in cui i chicchi vengono messi “a riposare” deve essere necessariamente inferiore al 50%.

I grani verdi vengono messi all’interno di sacchi, con misura standard di 60 kg, di juta o sisal: tessuti che permettono la conservazione del caffè, impedendo l’eccessivo ingresso di umidità: il prodotto, a questo stadio, presenta un tasso di umidità attorno all’11-12%.

La protezione dagli agenti esterni, come umidità, caldo e raggi solari, permette di allungare la cosiddetta shelf life, letteralmente la vita sullo scaffale del prodotto, ossia la data di scadenza, prevenendo la prematura ossidazione del caffè e l’invecchiamento  (definito in gergo fading).

Possono essere utilizzati per il confezionamento di particolari tipologie di caffè, alcuni sacchi in combinazione con la juta o il sisal: ad esempio sacchi di plastica, chiudibili con una fascetta di plastica, da inserire all’interno di quelli di juta.

Alternativamente esistono sacchi di plastica con una sorta di zip richiudibile che permette, dopo aver fatto fuoriuscire l’aria in eccesso, di sigillare ermeticamente il sacco. Anche in questo caso, quest’ultimo va inserito nel sacco di juta.

Il trasporto del caffè verso i paesi di commercializzazione

Il trasporto ha luogo dopo che i sacchi confezionati con il caffè vengono condotti in dei container ventilati, con poca umidità,  per prendere le rotte che portano verso i paesi di commercializzazione.  Il trasporto può avvenire anche “sfuso”, nei container bulk: container di grandi dimensioni adatti a contenere merce sfusa, con recipienti interni di plastica rigida.

Il procedimento prevede lo svuotamento dei sacchi in delle vasche e il loro trasferimento tramite tubi aspiranti in dei container rivestiti ad esempio di pellicola, juta o altro imballo resistente. Il controllo che viene effettuato sulla merce sarà doppio: i chicchi vengono pesati prima e dopo l’arrivo a destinazione; questo per controllare che durante la traversata non vi siano state delle perdite in termini di peso e per essere certi che il viaggio attraverso gli oceani non abbia intaccato le proprietà del caffè in alcun modo.

L’arrivo a destinazione è contraddistinto dallo smistamento dei chicchi verso le torrefazioni.

E’ da questo momento in poi che entra attivamente in azione Co.ind, l’azienda bolognese produttrice di Attibassi, con più di cinquant’anni di esperienza nel settore del caffè. Se sino a questo momento c’era la necessità di dover controllare i processi solo a distanza – garantendo comunque standard di produzioni elevati  –  dal momento dell’arrivo del caffè presso la torrefazione, è l’azienda stessa a poter mettere le mani in pasta.

L’arrivo del caffè presso la torrefazione è caratterizzato da test di assaggio e analisi chimico-fisiche nei laboratori dell’azienda. Soprattutto, i caffè vengono selezionati e suddivisi a seconda della propria origine: questo permetterà di calibrare la giusta tostatura per ciascuna monorigine e la renderà piacevolmente uniforme per tutti i chicchi.

Il complesso procedimento della torrefazione prevede l’utilizzo di macchinari sofisticati uniti alla presenza di personale altamente qualificato: la combinazione di questi due elementi permette ai chicchi di assumere la caratteristica colorazione bruna, tipica della tostatura, evitando spiacevoli bruciature, che vanno a incidere fortemente sul sapore.

L’attenzione alla curva della tostatura è ciò che rende le miscele Attibassi uniche.